Beni confiscati ad organizzazioni criminali

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ANCIRIVISTA - SICUREZZA: Le confische nei forzieri della mafia (di Alberto Bordi)

CONFISCHE RECORD - La strategia vincente è colpire la criminalità nei patrimoni e negli affari

NEI FORZIERI DELLE MAFIE - Quasi mille nel 2008 gli immobili trasferiti ai comuni per finalità istituzionali o sociali. Per i centri più piccoli l'handicap della mancanza di risorse adeguate alla manutenzione e alla gestione delle strutture.

"(...) La strategia sull'utilizzo dei beni confiscati, come perfezionata in un lasso di tempo ultraquarantennale, sta dando finalmente i frutti sperati, come evidenziato dal commissario per la gestione e la destinazione di tali beni, Antonio Maruccia, nella relazione sull'attività svolta nell'anno 2008: il numero di destinazioni da parte del Demanio è passato dai 4.205 immobili del 2007 ai 5.171 del 2008 (31 ottobre). Le assegnazioni nei primi dieci mesi del 2008 hanno toccato quota 966 contro le 684 del 2007, con un trend di crescita intorno al 69 per cento. Al 30 giugno 2008 i comuni aventi sul proprio territorio beni confiscati risultano essere, su tutto il territorio nazionale, in numero di 690, dislocati per lo più in Sicilia, Lombardia, Campania, Calabria e Puglia. Circa il concreto utilizzo dei beni consegnati alle amministrazioni comunali, avendo riguardo ai dati forniti da 261 comuni referenti sui 278 interpellati (pari al 94%), risulta come, sui 2.225 beni immobili assegnati, l'effettiva utilizzazione riguardi solamente 1.081, corrispondenti al 49% del dato complessivo.

Il commissario per i beni confiscati ha tenuto a puntualizzare come spesso ci siano degli ostacoli oggettivi che impediscono una rapida conclusione dell'iter, come il fatto che gli immobili in questione risultino occupati o ipotecati o gravati da procedure giudiziarie in corso, oppure siano stati confiscati solo per una quota. Nel fornire risposta all'interrogativo su quali siano le difficoltà più rilevanti incontrate nel suo primo anno di attività, il commissario Maruccia ha avuto riguardo "principalmente all'occupazione degli immobili da parte dei prevenuti e dei loro familiari o di terzi con i conseguenti contenziosi giudiziari, alle ipoteche che spesso gravano sui beni, ai casi di confisca pro quota ed alla necessità di reperire risorse economiche per ristrutturare gli immobili".

L'intera procedura, a fronte di un valore socioeconomico elevatissimo, anche in funzione di segnale tangibile della risposta delle istituzioni e dell'ordinamento alle dinamiche malavitose, presenta indubbiamente varie criticità spesso ancorate fisiologicamente alla compresenza di una molteplicità di soggetti istituzionali e all'atavica penuria di risorse finanziarie e tecnico-strumentali. A patire la mancanza di risorse adeguate sono soprattutto i piccoli comuni con i quali è necessario mantenere, da parte degli organi statali, una costante attività di collaborazione, prima tra tutte quella avviata in alcune importanti città attraverso i cosiddetti "tavoli tecnici istituzionali". Sono questi ed i correlati Protocolli d'intesa istitutivi gli strumenti funzionali indicati dal commissario Maruccia per dare soluzione alla fisiologica esigenza di coordinare la pluralità di soggetti e di interessi che gravitano intorno alla procedura in parola, individuando poi nei consorzi la formula vincente per il mondo delle autonomie: i consorzi sono costituiti mediante una convenzione ed uno statuto che ne disciplina gli organi, hanno spesso una durata ventennale (rinnovabile) che consente un'adeguata programmazione di investimenti sui beni conferiti con positivi effetti occupazionali. In Sicilia operano il Consorzio Sviluppo e legalità in provincia di Palermo, che è il primo organismo del genere costituito in Italia. Sui terreni e sugli immobili dei comuni appartenenti a questo Consorzio operano con risultati eccellenti dal punto di vista economico e valoriale, le cooperative sociali facenti capo al progetto Libera Terra, impegnate, tra l'altro, nella coltivazione e commercializzazione in tutto il territorio nazionale di prodotti agricoli che danno in concreto il senso - e il gusto - di una legalità riaffermata. Operano, ancora, il Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo in provincia di Agrigento e il Consorzio trapanese per la legalità e lo sviluppo in provincia di Trapani. In provincia di Catania, la Prefettura ha promosso la costituzione di un nuovo Consorzio tra comuni finalizzato, dopo che quello denominato "Libertà e Legalità", costituito nel 2003, su impulso dello stesso Prefetto si avvia allo scioglimento. L'Ufficio del commissario è stato immediatamente coinvolto, sin dalla redazione dello Statuto, e partecipa alle successive fasi della vita del nuovo organismo essendo forte la necessità che anche in questa parte della Sicilia si sviluppino strumenti di rafforzamento delle iniziative degli enti locali per l'utilizzo pieno dei numerosi beni confiscati presenti su quel territorio. In Campania operano il Consorzio Sole, in provincia di Napoli, ed il Consorzio Agrorinasce, in provincia di Caserta. Si tratta di due realtà di grandissima rilevanza, protagoniste positive di una serie di importanti interventi di ristrutturazione e riconversione di beni confiscati realizzate attraverso progetti pilota a valere sulle risorse comunitarie del Pon Sicurezza 2000/2006. Il Consorzio Sole, poi, è attivo protagonista nella presentazione di idee e progetti di riconversione, di grande visibilità e valenza economica e simbolica, da realizzarsi nell'ambito dell'Obiettivo operativo 2.5 (ristrutturazione o riconversione di beni confiscati) del Pon Sicurezza 2007/2013. Proprio la necessità di supportare i comuni con finanziamenti mirati ha fatto scendere in campo alcune regioni, che hanno approvato leggi di sostegno finanziario agli enti locali e finalizzate al tempo stesso alla diffusione della cultura della legalità anche in questo contesto. È il caso della Sicilia (lr 3 maggio 2001, n. 6 art. 50 e lr 20 novembre 2008, n. 15), del Piemonte (lr 14 del 18 giugno 2007), della Calabria (lr n. 3 del 25 febbraio 2005 e lr 21 agosto 2007, n. 20); della Campania (lr n. 23 del 12 dicembre 2003); del Lazio (lr 14 gennaio 2005, n. 5 e lr 5 luglio 2001, n. 15). All'Agenzia del demanio va il merito di avere avviato un nuovo modello di gestione dei beni confiscati basato sui progetti territoriali, i quali prevedono la consegna di "pacchetti omogenei di beni" agli enti locali e il loro riutilizzo sociale, attraverso la firma di protocolli d'intesa. Si punta quindi su questo strumento pattizio per rafforzare la collaborazione tra i soggetti firmatari, in modo tale da superare le difficoltà operative e le criticità legate ai gravami ipotecari, alle occupazione abusiva ed alla identificazione degli esatti estremi identificativi catastali (...)." - (AnciRIVISTA - Agosto-Settembre 2009 n.8/9) 

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