Beni confiscati ad organizzazioni criminali

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IL MONDO - I beni della mafia vanno in Agenzia (di Andrea Ducci)

MINISTERO ECONOMIA - Al Demanio società e immobili per 700 milioni

I beni della mafia vanno in Agenzia

Il progetto era nell'aria da tempo e questa potrebbe essere la volta buona. In passato a suggerirlo era stata la Commissione Antimafia spalleggiata dal centrosinistra; ora a convincersene sarebbero stati anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e soprattutto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta.

A breve potrebbe nascere l'Agenzia governativa per la gestione dei palazzi e delle società confiscati a mafia, camorra e malavita organizzata. A spingere in questa direzione avrebbe contribuito nel corso dell'ultimo anno il lavoro svolto da Antonio Maruccia. Il magistrato di Cassazione ed ex consulente della commissione antimafia che dal 2007 riveste l'incarico di commissario straordinario di governo per curare i beni confiscati alle organizzazioni criminali.

Il primo elemento di novità è già stato introdotto con il provvedimento del pacchetto sicurezza che assegna ai prefetti e non più all'Agenzia del Demanio il compito di individuare la destinazione finale dei beni sottratti alla malavita.

Il destino degli immobili e delle aziende, del resto, è uno dei temi cruciali su cui si sono confrontati tutti i commissari di governo dal 1992 a oggi. In base al decreto le case e le società vengono assegnate a comuni e province. L'obiettivo è trasformarle in simboli di lotta alla malavita sull'esempio di quanto fatto con la Casa del Jazz (confisca banda della Magliana) a Roma e con i 700 ettari dell'agriturismo Suvignano (confisca alla mafia) nelle crete senesi di Monteroni d'Arbia.

La nuova Agenzia potrebbe essere dotata di maggiori poteri rispetto al commissario e ottenere la gestione non solo dei beni immobili e delle aziende ma anche di una parte della liquiditià confiscata alla criminalità. Uno dei limiti della gestione attuale è infatti legato all'impossibilità di destinare le case e i palazzi agli enti locali che spesso non dispongono delle risorse necessarie a restaurare e mantenere l'immobile ricevuto.

Una delle ipotesi potrebbe inoltre prevedere la vendita di alcuni beni per assicurarsi i soldi necessari a riconvertirne altri. A oggi sono stati confiscati quasi 9 mila immobili per oltre 700 milioni di euro e 1.100 aziende. (IL MONDO - 9 ottobre 2009)

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