MINISTERO ECONOMIA - Al Demanio società e immobili per 700
milioni
I beni della mafia vanno in Agenzia
Il progetto era nell'aria da tempo e questa potrebbe essere la
volta buona. In passato a suggerirlo era stata la Commissione
Antimafia spalleggiata dal centrosinistra; ora a convincersene
sarebbero stati anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e
soprattutto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri Gianni Letta.
A breve potrebbe nascere l'Agenzia governativa per la gestione
dei palazzi e delle società confiscati a mafia, camorra e malavita
organizzata. A spingere in questa direzione avrebbe
contribuito nel corso dell'ultimo anno il lavoro svolto da
Antonio Maruccia. Il magistrato di Cassazione ed
ex consulente della commissione antimafia che dal 2007 riveste
l'incarico di commissario straordinario di governo per
curare i beni confiscati alle organizzazioni
criminali.
Il primo elemento di novità è già stato introdotto con il
provvedimento del pacchetto sicurezza che assegna ai prefetti e non
più all'Agenzia del Demanio il compito di individuare la
destinazione finale dei beni sottratti alla malavita.
Il destino degli immobili e delle aziende, del resto, è uno dei
temi cruciali su cui si sono confrontati tutti i commissari di
governo dal 1992 a oggi. In base al decreto le case e le società
vengono assegnate a comuni e province. L'obiettivo è trasformarle
in simboli di lotta alla malavita sull'esempio di quanto fatto con
la Casa del Jazz (confisca banda della Magliana) a Roma e con i 700
ettari dell'agriturismo Suvignano (confisca alla mafia) nelle crete
senesi di Monteroni d'Arbia.
La nuova Agenzia potrebbe essere dotata di maggiori poteri
rispetto al commissario e ottenere la gestione non solo dei beni
immobili e delle aziende ma anche di una parte della liquiditià
confiscata alla criminalità. Uno dei limiti della gestione attuale
è infatti legato all'impossibilità di destinare le case e i palazzi
agli enti locali che spesso non dispongono delle risorse necessarie
a restaurare e mantenere l'immobile ricevuto.
Una delle ipotesi potrebbe inoltre prevedere la vendita di
alcuni beni per assicurarsi i soldi necessari a riconvertirne
altri. A oggi sono stati confiscati quasi 9 mila immobili per oltre
700 milioni di euro e 1.100 aziende. (IL MONDO - 9 ottobre
2009)