MAFIA & C - Immobili e imprese sequestrati dalla
magistratura
Casa nostra vale 900 milioni
Case, capannoni, ristoranti, alberghi e cave per estrazioni di
materiali edili. C'è un po' di tutto nel maxi lotto di beni
confiscati negli ultimi 12 anni alle organizzazioni criminali. In
totale, il governo italiano attraverso il lavoro
dei commissari straordinari per la gestione e ladestinazione delle
proprietà della malavita organizzata ha preso possesso di quasi 9
mila immobili e di oltre 600 aziende (altre 581 sono state
confiscate e poi destinate alla chiususra o al fallimento). Un
tesoretto che ai valori attuali è stimato complessivamente circa
900 milioni di euro. A fare la parte del leone è soprattutto il
mattone (in particolare 4.381 abitazioni, 2.287 terreni e
fabbricati agricoli, 1.075 garage e autorimesse, a cui si
aggiungono 18 strutture alberghiere e 190 capannoni e strutture
industriali) che vale circa 750 milioni di euro. Il grosso degli
immobili sequestrati e poi confiscati a mafia, camorra e
criminalità organizzata si trovano per il 46% dei casi in Sicilia,
regione seguita da Campania e Calabria rispettivamente con il 15 e
il 14%. I 656 immobili requisiti in Lombardia insieme ai 358 del
Lazio rappresentano un ulteriore 17% del bottino recuperato ai
malavitosi.
Ma nel tempo i commissari straordinari
(l'ultimo in ordine di tempo è Antonio Maruccia in
carica dal 2007) si sono trovati a gestire anche aziende e
partecipazioni in una moltitudine di settori. L'assetto societario
privilegiato dai mafiosi è quello di società a responsabilità
limitata. Ne sono state confiscate 575, mentre le imprese
individuali sono 241, e 27 le società per azioni. L'ultimo dato
aggiornato in possesso del commissario di governo
indica 1.185 il conto delle aziende confiscate per un importo di
circa 140 milioni di euro.
Tra i beni di maggior pregio ci sono le Terme di Contursi in
Campania, il 700 ettari con annessi agricoli e fattori nelle crete
senesi di Monteroni d'Arbia, la società Calcestruzzi Ericina a
Trapani, lo stabilimento balneare Il Lido dei Ciclopi ad Acitrezza
sulla costa orientale della Sicilia, la Casa del Jazz di Roma (un
immobile appartenuto al cassiere della Banda della Magliana).
Il compito del commissario oltre che inventariare i beni è
quello di assegnare a nuova destinazione gli immobili e i beni
confiscati. Un lavoro in cui gioca un ruolo anche l'Agenzia del
Demanionel tentativo di individuare enti locali e cooperative in
grado di farsi carico di queste proprietà e trasformarle, tra
l'altro, in simboli di lotta alla criminalità. Ad oggi dei circa
9mila immobili finiti sotto gestione di Maruccia oltre 5.400 sono
stati destinati. L'86% è stato consegnato a comuni e province per
essere utilizzato con finalità sociali. Il restante 14% è stato
invece mantenuto allo stato per accogliere caserme, scuole e
uffici.
Sul fronte delle imprese quelle già destinate sono state 388,
mentre in gestione al Demanio ne sono rimaste 216. All'agenzia
guidata da Maurizio Prato restano inoltre 3.213 immobili in attesa
di nuovo destinatario. Uno dei vincoli imposti al commissario è
infatti quello di non poter vendere i beni confiscati. Tanto che a
breve dovrebbe nascere la nuova Agenzia governativa per la gestione
delle ex proprietà di Mafia & co. Tra i nuovi poteri previsti
potrebbe esserci proprio quello di alienare gli immobili e le
società confiscate per fare un po' di cassa. (IL MONDO - 6
novembre 2009)