Beni confiscati ad organizzazioni criminali

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IL MONDO - Casa nostra vale 900 milioni (di Andrea Ducci)

MAFIA & C - Immobili e imprese sequestrati dalla magistratura

Casa nostra vale 900 milioni

Case, capannoni, ristoranti, alberghi e cave per estrazioni di materiali edili. C'è un po' di tutto nel maxi lotto di beni confiscati negli ultimi 12 anni alle organizzazioni criminali. In totale, il governo italiano attraverso il lavoro dei commissari straordinari per la gestione e ladestinazione delle proprietà della malavita organizzata ha preso possesso di quasi 9 mila immobili e di oltre 600 aziende (altre 581 sono state confiscate e poi destinate alla chiususra o al fallimento). Un tesoretto che ai valori attuali è stimato complessivamente circa 900 milioni di euro. A fare la parte del leone è soprattutto il mattone (in particolare 4.381 abitazioni, 2.287 terreni e fabbricati agricoli, 1.075 garage e autorimesse, a cui si aggiungono 18 strutture alberghiere e 190 capannoni e strutture industriali) che vale circa 750 milioni di euro. Il grosso degli immobili sequestrati e poi confiscati a mafia, camorra e criminalità organizzata si trovano per il 46% dei casi in Sicilia, regione seguita da Campania e Calabria rispettivamente con il 15 e il 14%. I 656 immobili requisiti in Lombardia insieme ai 358 del Lazio rappresentano un ulteriore 17% del bottino recuperato ai malavitosi.

Ma nel tempo i commissari straordinari (l'ultimo in ordine di tempo è Antonio Maruccia in carica dal 2007) si sono trovati a gestire anche aziende e partecipazioni in una moltitudine di settori. L'assetto societario privilegiato dai mafiosi è quello di società a responsabilità limitata. Ne sono state confiscate 575, mentre le imprese individuali sono 241, e 27 le società per azioni. L'ultimo dato aggiornato in possesso del commissario di governo indica 1.185 il conto delle aziende confiscate per un importo di circa 140 milioni di euro.

Tra i beni di maggior pregio ci sono le Terme di Contursi in Campania, il 700 ettari con annessi agricoli e fattori nelle crete senesi di Monteroni d'Arbia, la società Calcestruzzi Ericina a Trapani, lo stabilimento balneare Il Lido dei Ciclopi ad Acitrezza sulla costa orientale della Sicilia, la Casa del Jazz di Roma (un immobile appartenuto al cassiere della Banda della Magliana).

Il compito del commissario oltre che inventariare i beni è quello di assegnare a nuova destinazione gli immobili e i beni confiscati. Un lavoro in cui gioca un ruolo anche l'Agenzia del Demanionel tentativo di individuare enti locali e cooperative in grado di farsi carico di queste proprietà e trasformarle, tra l'altro, in simboli di lotta alla criminalità. Ad oggi dei circa 9mila immobili finiti sotto gestione di Maruccia oltre 5.400 sono stati destinati. L'86% è stato consegnato a comuni e province per essere utilizzato con finalità sociali. Il restante 14% è stato invece mantenuto allo stato per accogliere caserme, scuole e uffici.

Sul fronte delle imprese quelle già destinate sono state 388, mentre in gestione al Demanio ne sono rimaste 216. All'agenzia guidata da Maurizio Prato restano inoltre 3.213 immobili in attesa di nuovo destinatario. Uno dei vincoli imposti al commissario è infatti quello di non poter vendere i beni confiscati. Tanto che a breve dovrebbe nascere la nuova Agenzia governativa per la gestione delle ex proprietà di Mafia & co. Tra i nuovi poteri previsti potrebbe esserci proprio quello di alienare gli immobili e le società confiscate per fare un po' di cassa. (IL MONDO - 6 novembre 2009)

 

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