Beni confiscati ad organizzazioni criminali

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Intervento alla Conferenza stampa del Commissario Samechi sui beni confiscati alla mafia

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Conferenza stampa del Commissario Pawel Samechi sui beni confiscati alla mafia - Le esperienze e le progettualità sui beni confiscati. Contributo dell'Unione Europea

Intervento del Consigliere Antonio Maruccia, Commissario Straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali 

Le indagini sull'evoluzione della criminalità organizzata indicano un quadro molto complesso. Sono diversi i mercati criminali di interesse, differenti le modalità di azione. Vi è però un dato unificante, comune a tutte le organizzazioni criminali : la grande, crescente forza economica.

Proprio per questa ragione l'azione di contrasto va diretta con priorità sugli assetti economici e patrimoniali delle associazioni criminali.

Nella legislazione antimafia italiana la lotta contro le ricchezze delle mafie si articola in due grandi fasi.

La prima fase, che nasce con la legge Rognoni La Torre nel 1982, riguarda le indagini della polizia e i processi per il sequestro e la confisca.

La seconda fase del contrasto, non meno importante, riguarda l'uso che lo Stato fa dei patrimoni e dei beni tolti ai criminali.

Una legge del tutto originale nel panorama europeo, la legge n.109 introdotta nel 1996, stabilisce che i beni confiscati debbano essere restituiti ai cittadini ai quali furono tolti con la violenza e il delitto. 

Questa è una prospettiva di grande significato democratico perche si consolida il rapporto di fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

beniconfiscati_UEI terreni confiscati coltivati dalle cooperative giovanili per produzioni biologiche; le ville e i palazzi dei boss trasformati in strutture per le forze dell'ordine, case famiglia per persone diversamente abili; o per comunità di donne maltrattate ovvero per donne con figli minori con disagio: sono alcuni, tra i tanti, esempi di come si ristabilisce, in modo concreto e visibile il principio di legalità proprio nei territori in cui la mafia aveva affermato il suo potere; di come si sconfigge, concretamente, il falso mito dell'invincibilità delle mafie.

Dal sequestro alla confisca e all'utilizzo dei beni, corrono molti anni, anche perché, essendo in gioco rilevanti interessi economici, più forti e agguerrite sono le difese messe in campo dalle mafie per mantenere quei beni.

Le procedure amministrative attraverso le quali il bene giunge alle associazioni e alle cooperative sono lunghe e  frenate da difficoltà giuridiche  e pratiche  (ipoteche, stato di degrado degli immobili, occupazioni abusive).

 Recentemente il Parlamento italiano ha approvato due leggi (n. 125 nel 2008 e n. 94 nel 2009) per rendere più incisiva l'azione di individuazione e confisca dei beni e per rendere più rapida ed efficace la loro restituzione alla collettività.

Per semplificare e velocizzare le procedure e dare efficienza all'azione delle istituzioni, attraverso un'opera di coordinamento e di impulso, è stato istituito nel 2007 l'Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali.

È stata modificata la normativa che regola il procedimento di destinazione dei beni: dai tribunali il bene passa all'Autorità amministrativa. Oggi è il Prefetto, massima autorità di governo sul territorio, che ha il compito di emanare i provvedimenti di destinazione e di vigilare affinché i beni siano effettivamente utilizzati per i fini sociali, pubblici.

Il sostegno pubblico alla gestione dei beni è fondamentale, perche le mafie ritornano anche dopo.

Garantire condizione di sicurezza e di sviluppo, attraverso la realizzazione di progetti di attività produttive sostenibili e autosufficienti: è questa la sfida nella quale il Governo italiano e l'Unione Europea sono impegnati per affermare le migliori condizioni di legalità che favoriscano l'integrazione sociale.

L'Obiettivo 2.5 del PON Sicurezza stabilisce una linea di finanziamento europea particolarmente qualificante che prevede interventi finalizzati alla ristrutturazione e al sostegno dell'uso produttivo dei beni confiscati.

I beni confiscati alle mafie possono costituire una risorsa per il territorio, un'opportunità di sviluppo economico, di crescita civile e di integrazione sociale.

Il Commissario è impegnato ad assicurare che il corretto ed efficiente uso delle risorse comunitarie e nazionali dia vita a realtà socio economiche capaci di resistere nel tempo  inserendosi stabilmente nel tessuto produttivo.

Un'azione che non si esaurisce con la conclusione della programmazione ma dovrà vigilare sullo sviluppo futuro e sul consolidamento delle iniziative che riguardano i beni confiscati, un valore aggiunto nella battaglia per lo sviluppo nella legalità.

Bruxelles, 1° dicembre 2009

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