Beni confiscati ad organizzazioni criminali

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Flussi finanziari e gestione dei beni

I versamenti sui capitoli di entrata del bilancio dello Stato. Le risorse erogate dallo Stato per la gestione dei beni.

A seguito di richiesta di notizie, l'Agenzia del Demanio, con nota del 7.02.2008 ha riferito in ordine alle modalità di gestione di somme di denaro ed altre liquidità oggetto di confisca definitiva nei confronti della criminalità organizzata.

Viene rappresentato che le somme di denaro definitivamente confiscate (compresi titoli di credito) giacenti presso conti correnti/depositi bancari e postali intestati alle singole procedure di confisca vengono normalmente fatte affluire su un unico conto, ossia il conto di gestione intestato alla procedura di confisca che è alimentato dai proventi derivanti dall'utilizzo dei beni confiscati nell'ambito della stessa procedura, nonché da somme riscosse a qualsiasi titolo dall'amministratore. L'amministratore della procedura, ai sensi dell'art. 3 del D.M. 1.02.1991, n. 293, è tenuto a riversare sul conto di gestione tutte le somme apprese a qualsiasi titolo e provenienti dalla gestione dei beni stessi nonché all'osservanza delle disposizioni di cui all'art. 9 della L. 1041 del 25.12.1971, in materia di gestioni fuori bilancio. Il conto di gestione è vincolato all'ordine del competente Direttore di filiale dell'Agenzia del Demanio che autorizza i singoli prelievi da parte dell'amministratore della procedura il quale utilizza le liquidità giacenti sul conto per sostenere le spese necessarie per la conservazione e l'amministrazione dei beni confiscati (art. 2 e 3 del D.M. 1.02.1991, n. 293). L'amministratore della procedura, dopo che la competente filiale ha effettuato la verifica sui fabbisogni di copertura degli oneri connessi alla gestione dei beni confiscati, riversa le eccedenze sugli appositi capitoli di entrata 3319 e 2440 del bilancio dello Stato. Al riguardo l'art. 2 undecies, comma 1, L. 575/1965 prevede che l'amministratore della procedura versi sugli appositi capitoli di entrata del bilancio dello Stato le somme di denaro esistenti sul conto della procedura che non devono essere utilizzate per la gestione di altri beni confiscati. Il non immediato e totale riversamento sui citati capitoli di entrata del bilancio dello Stato delle somme giacenti sul conto di gestione è dovuto alla circostanza che, fino a quando la procedura di confisca non si chiude in conseguenza della formale destinazione di tutti i beni confiscati, si deve disporre di una liquidità necessaria a far fronte a spese di diversa natura quali ad esempio: pagamento di oneri condominiali e spese per manutenzione dell'immobile; spese di custodia che possono riguardare sia beni mobili registrati sia altri beni mobili (ad esempio gioielli e preziosi custoditi presso cassette di sicurezza), compenso all'amministratore della procedura, altri oneri connessi alla gestione (assicurazioni, spese legali, spese per l'esecuzione degli sfratti, ecc.). Ai sensi dell'art. 7 del D.M. 27.03.1990, il conto della gestione predisposto dall'amministratore della procedura viene approvato dal Direttore della competente filiale dell'Agenzia del Demanio per il successivo inoltro alla ragioneria generale dello Stato - Ufficio centrale di bilancio, il quale accerta l'esattezza dei dati, la legalità e regolarità delle entrate e delle spese, appone il proprio visto trasmettendolo alla Corte dei conti.

Riferisce ancora l'Agenzia del Demanio che è doveroso porre in evidenza che le filiali dell'Agenzia del Demanio, sulla scorta delle informazioni direttamente acquisite dall'amministrazione, prima di procedere al riversamento delle eccedenze presenti sul conto di gestione, devono effettuare una quantificazione presuntiva di qualunque tipo di spesa che prevedono di poter sostenere per la gestione dei beni nell'ambito di quella determinata procedura. Nel caso in cui la filiale non dovesse procedere ad una quantificazione quanto più approssimata possibile di detti oneri, riversando l'intera o gran parte della liquidità esistente sul conto di gestione di una procedura ancora non conclusa, si correrebbe il rischio di non avere fondi disponibili per far fronte a pagamenti ancora dovuti. è il caso di precisare che non tutte le procedure di confisca dispongono di un conto di gestione: per esempio, quando i provvedimenti giudiziari non abbiano disposto la confisca di somme di denaro, ma solo di unità immobiliari che non producono reddito perché inutilizzate, ma che hanno oneri di manutenzione o oneri condominiali da soddisfare. In questi casi si procede normalmente facendo fronte a dette spese con fondi disponibili su altre procedure che hanno liquidità sufficiente per la loro copertura.

Qui di seguito si elencano nel dettaglio i capitoli di entrata del bilancio dello Stato e i relativi codici tributi sui quali vengono riversati gli introiti derivanti dai beni confiscati:

Capitolo di entrata 3319, con otto articoli, denominato "proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalità organizzata ai sensi della L. 575/1965, al netto del 10% dei proventi da destinare alla copertura degli oneri di cui all'art. 4 del D.L. 20.12.1993, n. 529, convertito dalla L. 11.02.1994, n. 108". Il capitolo in questione ha i seguenti codici tributi:

  • 818 T denominato "proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalità organizzata ai sensi della L. 575/1965"- somme di denaro;
  • 819 T denominato "proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalità organizzata ai sensi della L. 575/1965"- proventi derivanti dalla vendita di beni immobili;
  • 821 T denominato "proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalità organizzata ai sensi della L. 575/1965"- proventi derivanti dalla vendita di beni mobili;
  • 822 T denominato "proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalità organizzata ai sensi della L. 575/1965"- proventi derivanti dalla vendita di aziende;
  • 823 T denominato "proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalità organizzata ai sensi della L. 575/1965"- proventi derivanti da recupero crediti;
  • 824 T denominato "proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalità organizzata ai sensi della L. 575/1965"- proventi derivanti dall'affitto di aziende;
  • 830 T denominato "proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalità organizzata ai sensi della L. 575/1965"- proventi derivanti dalla liquidazione di aziende;
  • 831 T denominato "proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalità organizzata ai sensi della L. 575/1965"- proventi derivanti dagli utili di gestione.

Capitolo di entrata 2440, denominato "Quota del dieci per cento delle somme di denaro confiscate, del ricavo della vendita relativa ai beni mobili provenienti dall'affitto, dalla vendita e liquidazione dei beni costituiti in azienda confiscati ai sensi della L. 575/1965 e successive modificazioni da utilizzare per la copertura degli oneri previsti dal decreto L. 20.12.1993, n. 529, convertito dalla L. 11.02.1994, n. 108", con il codice tributo 919T.

Capitolo di entrata 3322, denominato "Proventi derivanti dai beni confiscati ai sensi dell'art. 12 sexies del D.L. 8.06.1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla L. 356/1992", mediante il codice di versamento 833T.

Per completezza di informazione si rammenta che le somme versate sui capitoli di entrata del bilancio dello Stato sopra richiamati vanno ad alimentare, tra l'altro, il fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso ai sensi dell'art. 2 della L. 512/1999 nonché il fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura costituito presso il Ministero dell'Interno di cui alla L. 23.02.1999, n. 44. Nel corso degli anni 2005, 2006 e del 2007 l'Agenzia del Demanio ha impartito precise direttive alle filiali al fine di vigilare attentamente sull'attività degli amministratori finanziari in merito ai riversamenti all'erario delle somme eccedenti l'ordinaria gestione secondo le disposizioni di cui all'art. 2, comma 2, del D.M. 27.03.1990. Si precisa ancora che nel corso dell'anno 2007, all'interno dell'apposito data base beni confiscati dell'Agenzia del Demanio, è stato implementato un sistema di monitoraggio volto all'accertamento sistematico delle movimentazioni finanziarie dei conti di gestione intestati alle procedure di confisca, ove esistenti, nel quale sono riportati il totale delle entrate e delle uscite per ogni trimestre e i relativi saldi. Grazie ad un costante e tempestivo aggiornamento di tali dati risulta più agevole procedere ad una quantificazione degli oneri di gestione che annualmente si prevede di dover sostenere per la manutenzione dei beni in gestione e la liquidazione dei compensi e onorari professionali agli amministratori. Da un primo monitoraggio, ancora in corso di approfondimento e verifica, risulta che nel corso dell'anno 2007, dalle somme giacenti sui conti di gestione è stato versato un importo pari ad oltre 7,5 milioni di euro in quanto in eccedenza rispetto ai fabbisogni di spesa. Si ritiene di dover precisare che le somme riversate nell'anno 2007 sugli appositi capitoli di entrata non possono considerarsi relative, interamente, a liquidità affluite sugli stessi conti di gestione nel corso del medesimo anno, ma si tratta verosimilmente anche di liquidità relative a più annualità pregresse. è altresì necessario precisare che qualsivoglia previsione sui proventi o oneri derivanti dalla gestione dei beni confiscati non potrà che risentire della dinamicità con la quale vengono presi in carico beni derivanti da nuove procedure di confisca ovvero escono dalla gestione quelli a seguito della formale destinazione. La certezza dei dati sulle somme riversate lo scorso anno si potrà avere solo dopo la scadenza del 31.03.2008, termine entro il quale le filiali, ai sensi della normativa di cui al D.P.R. n. 689/1977 (Regolamento per la rendicontazione ed il controllo delle gestioni fuori bilancio autorizzate da Leggi speciali, ai sensi dell'art. 9 della L. 25.11.1971, n. 1041) devono approvare e trasmettere all'Ufficio centrale di bilancio i rendiconti finanziari annuali relativi alla gestione dell'anno 2007.

Da un'analisi dei dati reperibili sul sistema integrato RGS - Banca d'Italia risultano i versamenti di cui all'allegato documento.

Da detti dati emergono versamenti complessivi, nell'anno 2007, di 17,3 milioni di euro per i capitolo 2440 e 3319 oltre ad euro 1,7 milioni per il capitolo 3322.

Nell'anno 2008, alla data del 30 settembre risultano già versati 10,3 milioni di euro sui capitoli 2440 e 3319 mentre sul capitolo 3322 risultano versati 2,2 milioni.

I dati complessivi a decorrere dall'anno 2000 ammontano, per i capitoli 2440 e 3319 a euro 109 milioni mentre 4,2 milioni di euro sono stati versati complessivamente sul capitolo 3322, per un totale complessivo di euro 113,2 milioni di euro.

L'importo risulta al netto delle spese di gestione direttamente sostenute dagli amministratori e dall'Agenzia del Demanio.

Tale somma non rappresenta l'introito finanziario effettivo proveniente dai beni confiscati a decorrere dall'anno 2000 in quanto da esso vanno sottratte le somme corrisposte annualmente dal Ministero dell' Economia e delle Finanze all' Agenzia del Demanio a titolo di remunerazione per l'attività di gestione sulla base del contratto di servizio.

Per l'anno 2008 è vigente il contratto di servizio 2008-2010 che prevede una remunerazione pari a 800,00 euro per ogni bene o azienda confiscato in gestione all'Agenzia del Demanio alla data dell'1.01.2008 oltre a euro 3.800,00 per ogni bene destinato e per ogni azienda "chiusa" nell'anno 2008.

Al fine di stimare l'erogazione annuale a titolo di remunerazione per la gestione dei beni ci si può riferire all'anno 2007, nel quale era vigente il contratto di servizio 2007-2009 che prevedeva euro 800,00 per ogni bene o azienda confiscato in gestione all'Agenzia del Demanio alla data dell'1.01.2007 oltre a euro 4.000,00 per ogni bene destinato e per ogni azienda "chiusa" nell'anno 2007.

Al primo gennaio 2007 risultavano in gestione all'Agenzia del Demanio n. 3892 beni immobili mentre nel corso dello stesso 2007 i beni destinati sono stati 684.

Le aziende in gestione risultano essere pari a 257 e, nel 2007, sono state cancellate dal registro delle imprese 16 aziende.

Operando sui dati disponibili dell'anno 2007 la stima della somma corrisposta all'Agenzia del Demanio a titolo di remunerazione nell'anno 2007 ammonta a circa 6 milioni di euro di cui 5,8 per gli immobili e circa 200 mila euro per le aziende.

Riportando detto importo per gli anni dal 2003 al 2008 (periodo decorrente dalla trasformazione dell'Agenzia del Demanio in ente pubblico economico) si può stimare un'erogazione complessiva di circa euro 35 milioni.

In tal modo il risultato finanziario netto della gestione dei beni confiscati ammonta per il periodo 2003 - settembre 2008 a circa 65 milioni di euro.

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