Beni confiscati ad organizzazioni criminali

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Monitoraggio

Al fine di dare attuazione ai compiti fissati dal D.P.R. istitutivo, si è ritenuto necessario avere preliminarmente cognizione dei patrimoni acquisiti allo Stato a seguito di procedure ablative. Monitoraggio necessario tanto per l'attività del raccordo quanto per quella di sostegno alle gestioni. Tale cognizione, infatti, è indispensabile al fine di:

  • ipotizzare soluzioni alle problematiche incontrate in fase di gestione e di destinazione dei beni;
  • avere la possibilità di prevedere l'andamento futuro del fenomeno e comprendere i beni che più frequentemente sono oggetto di investimento delle ricchezze illecitamente acquisiste;
  • programmare interventi finanziari anche con fondi strutturali europei;
  • proporre riforme normative e o semplificazioni amministrative.

Nella materia dei beni confiscati la conoscenza della "res" amministrata va ben al di là della acquisizione generica di dati per macro categorie (es: immobili): essa deve necessariamente andare oltre sia dal punto di vista meramente identificativo del bene (anagrafica del bene) sia per ciò che concerne il percorso processuale che ha portato il bene al patrimonio dello Stato.

Una delle prime attività avviate dal Commissario è stata quella relativa al monitoraggio, onde poter immediatamente disporre di un quadro di riferimento necessario per la programmazione delle ulteriori attività istituzionali, di raccordo e sostegno alla gestione.

L'acquisizione dei dati si è realizzata percorrendo strade diverse:

  • intervistando i diversi soggetti coinvolti nella procedura che dal sequestro porta alla destinazione dei beni (richiesta atti giudiziari, questionario aziende, questionario utilizzo beni destinati, questionario beni occupati dopo la confisca definitiva);
  • richiedendo i dati e l'accesso alle banche dati esistenti, principalmente presso il Ministero della Giustizia e l'Agenzia del Demanio.

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