Il
protocollo "Momart"
L'utilizzo, già in fase di sequestro, per fini sociali di beni
sottratti alla criminalità organizzata, assicura immediatezza e
visibilità all'intervento pubblico garantendo fin da subito la
restituzione alla collettività della ricchezza sottrattale. Esso
consente, altresì, di garantire l'integrità e la produttività del
bene per facilitare, in caso di definitività della confisca,
l'adozione del provvedimento di destinazione ovvero la restituzione
all'avente diritto che non potrà dolersi di una gestione
redditizia, a differenza di quanto a volte si verifica.
L'obiettivo di consentire l'utilizzo sociale o pubblico, sulla
scorta di progetti compatibili con la fase processuale e
positivamente valutati dalla competente Autorità giudiziaria, di
beni sequestrati nel corso di procedimenti penali e di prevenzione
ha trovato in Puglia una specifica realizzazione, di grande
significato pratico e simbolico.
L'11.09.2008 a Bari è stato sottoscritto dalla Regione Puglia,
dal Commissario straordinario del Governo per la gestione e la
destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali,
dall'Autorità giudiziaria, dalla Prefettura di Bari, dall'Agenzia
Nazionale per i Giovani, dall'associazione "Libera" e dalla
"Cooperativa Kismet a r. l." un Protocollo d'intesa per la
utilizzazione di una discoteca sequestrata ai sensi dell'art 12
sexies L. 356/1992 da parte di associazioni per attività
di promozione del territorio.
Con questo Protocollo si è assicurato:
- un raccordo tra la fase cautelare del sequestro e della
conseguente amministrazione giudiziaria provvisoria del bene e
quella successiva eventuale della confisca e della conseguente
destinazione finale del bene, per consentire che il bene giunga
alla fase finale della procedura effettivamente fruibile, libero da
vincoli giuridici o di fatto;
- l'avvio di un progetto finanziato con fondi regionali;
- la formazione di giovani e l'animazione del territorio.
Il tutto sotto il coordinamento e l'impulso del Commissario.
Questa esperienza potrà essere replicata anche per altri beni
rafforzando il senso di legalità in territori difficili.
Vanno peraltro segnalate, sottolineandone il valore positivo, le
analoghe iniziative promosse dalle Sezioni Misure di Prevenzione
dei Tribunali (in particolare Reggio Calabria e Palermo) che hanno
anticipato forme di utilizzo sociale dei beni sin dalla fase del
sequestro affidando la gestione dei terreni alle cooperative
sociali promosse dalle associazioni.