Il tema della programmazione finanziaria e delle risorse
regionali (POR e finanziamenti regionali) che possono essere
destinati ai beni e alle aziende confiscate è al centro della
iniziativa e degli incontri programmati dall'Ufficio con le Regioni
interessate al fine di estendere a tutte le buone pratiche
normative e amministrative presenti solo in alcune e promuovere
politiche di premialità per l'uso dei beni confiscati.
Alcune Regioni hanno istituito, attraverso leggi regionali
specifiche, risorse destinate al finanziamento di progetti di
riutilizzo dei beni confiscati e la previsione, per i medesimi
obiettivi, di specifiche linee d'intervento (ad es. in tema di
imprenditorialità giovanile, agricoltura, cooperazione sociale,
educazione alla legalità) nell'ambito dei programmi operativi dei
fondi strutturali dell'Unione Europea.
Si passano ora in rassegna le attività e i risultati
conseguiti:
Protocollo d'intesa "Don Giuseppe Diana"
Il 31.07.2008 a Casal di Principe è
stato sottoscritto un Protocollo d'intesa tra il Ministro
dell'Interno, il Presidente della Regione Campania ed il
Commissario, finalizzato alla diffusione della legalità attraverso
l'attuazione di progettualità volte al superamento delle criticità
delle procedure di assegnazione dei beni confiscati ed al loro
riutilizzo per finalità sociali.
Mediante tale strumento lo Stato e
la Regione hanno assunto l'impegno politico di coordinare le
competenze su un versante strategico della lotta alle mafie quale
può essere la realizzazione di "grandi opere della legalità"
attraverso la individuazione di un congruo numero di beni immobili
e aziendali confiscati di rilevante dimensione economica e
simbolica sui quali intervenire con progetti di recupero,
valorizzazione e sviluppo sostenibile.
Per l'individuazione delle opere in
questione il Protocollo ha inteso coinvolgere le istituzioni locali
e la società civile attraverso il modello di concertazione proposto
dal Commissario con il Protocollo nazionale per i beni
confiscati.
A seguito di accordo tra la Regione
Lombardia e il Commissario, intervenuto il 17.04.2008, e della
deliberazione della Giunta in data 8.05.2008, è stato costituito un
tavolo tecnico di lavoro per la definizione di modalità operative,
anche di natura finanziaria, a favore di Enti locali e Associazioni
di volontariato assegnatari di immobili confiscati, cui partecipa
anche la Prefettura di Milano e l'Agenzia del Demanio - filiale
Lombardia.
Il tavolo, nella riunione del
12.06.2008, dopo aver valutato il FRISL (Fondo ricostituzione
infrastrutture sociali Lombardia), ha preso in considerazione il
Fondo di Rotazione gestito da "Finlombarda S.p.A.", società
regionale, per avere una maggiore flessibilità di gestione, stante
la necessità di una previsione del fondo nella l.fin.reg. e di
concludere i propri lavori in tempo utile, entro il 31.10.2008.
Nelle successive riunioni sono stati
esaminati i dati relativi a 33 beni confiscati (con indicazione
della localizzazione, tipologia, stato conservativo, entità dei
gravami pendenti), i problemi di bilancio opposti dai Comuni
destinatari al momento dell'assegnazione dei beni e si è proceduto
ad una prima quantificazione della cifra da destinare al Fondo di
Rotazione, non superiore a euro 5.000.000,00 come da indicazioni
dell'assessore individuando tre tipi di intervento
finanziabili:
- progetto di ristrutturazione;
- riscatto ipoteca, se utile alla realizzazione del
progetto;
- finanziamento misto (riscatto di ipoteca e progetto di
ristrutturazione) in caso di ipoteche di importo limitato.
Si è poi convenuto, all'esito della
verifica delle problematiche connesse alle restituzioni dei
finanziamenti del Fondo di Rotazione, che il modo migliore per
superare le criticità connesse ai beni e per assicurare una reale
destinazione ed utilizzo degli immobili sia l'assegnazione dei
finanziamenti regionali a fondo perduto, stante l'enorme
disponibilità dimostrata dal Presidente della Regione Lombardia e
dall'Assessore al Patrimonio.
Si è quindi ipotizzata, a fronte di
un fondo regionale da quantificare, da distribuire in più anni a
partire dal 2009:
- l'assegnazione di finanziamenti "a sportello", senza termine di
presentazione delle domande, privilegiando in graduatoria i
progetti in linea con le finalità del Piano Regionale di
Sviluppo:
- una percentuale del 40% per gli interventi di manutenzione e
del 100% per il riscatto di ipoteca;
- la legittimazione alla richiesta del finanziamento da parte dei
soli comuni, nel cui patrimonio l'immobile è stato trasferito,
purché con popolazione inferiore ai 100.000 abitanti che dimostrino
l'utilizzo sociale degli immobili medesimi;
- la restituzione o la revoca del finanziamento in caso di
ritardo o mancata realizzazione degli interventi nei termini che
verranno stabiliti nel bando e nella legge regionale.
Nella riunione del 10.10.2008,
esaminati i dati relativi alla collocazione dei 200 beni nella
regione, si è dato atto:
- che è stata reperita la somma di euro 4.000.000 da immettere
nel fondo che sarà istituito con la prossima legge di
bilancio;
- che il fondo sarà denominato "Fondo per la destinazione, il
recupero e l'utilizzo a fini sociali o istituzionali dei beni
confiscati";
- che la cifra prevista per il 2009/2010 potrà essere
incrementata per gli esercizi successivi, con assestamento di
bilancio nel giugno 2009 per una prima verifica della cifra già
impegnata;
- che verrà data pubblicità e trasparenza al bando per richiedere
l'accesso al fondo tramite le Prefetture e gli Uffici della
Regione, presenti in ogni capoluogo;
- che il tavolo continuerà ad operare per le valutazioni
necessarie.
E' di tutta evidenza l'importanza di
tale intesa ed il rilievo assegnato a tale problematica nella
Lombardia, regione ad alta infiltrazione mafiosa, tanto da essere
la quarta a livello nazionale per numero di beni confiscati, per
riaffermare la legalità e la presenza dello Stato contribuendo al
raggiungimento delle finalità della L. 109/1996 e dell'effettivo
utilizzo dei beni confiscati.
Sempre a Milano, sono in corso
incontri in Prefettura per arrivare alla firma del Protocollo
nazionale sui beni confiscati, dovendosi adattare il modello alle
peculiarità della situazione locale e prendere in esame ulteriori
tipologie di beni immobili, dopo l'accordo già siglato
l'11.06.2008.
Inoltre un importante accordo
operativo è stato stipulato tra il Commissario
straordinario, la Prefettura di Milano, l'Agenzia del
Demanio ed il Comune di Milano, sulla destinazione dei
beni confiscati alla criminalità organizzata di immobili presenti
sul territorio del Comune di Milano.
Protocollo d'intesa per la
destinazione e l'utilizzo dei beni confiscati nella Regione
Calabria
Il 31.03.2008 è stato sottoscritto
un Protocollo d'intesa tra la Prefettura di Reggio Calabria, la
Regione Calabria, l'Agenzia del Demanio, la Provincia di Reggio
Calabria, l'ANCI, "Italia Lavoro S.p.A." e il Commissario con il
quale è stata programmata la destinazione e l'utilizzo di 221 beni
confiscati con procedura cadenzata.
In particolare gli impegni assunti
in tale circostanza hanno riguardato gli interventi di natura
finanziaria da parte della Regione Calabria a sostegno dei comuni
destinatari, l'assistenza tecnica della società Italia Lavoro nei
confronti degli enti locali per l'analisi delle esigenze socio
economiche del territorio nonché l'accelerazione degli atti di
competenza di ciascun ente partecipante all'intesa.
I primi 97 provvedimenti di
destinazione sono stati emessi il 30.04.2008 nei confronti di beni
privi di criticità; successivamente sono state avviate le procedure
relative ai beni occupati con le conseguenti attività di sgombero
coordinate dalla Prefettura.
Il Commissario sta verificando la
tempistica programmata anche al fine di intraprendere ulteriori
utili iniziative anche presso la Regione Calabria per definire la
collaborazione tra la regione e gli organi dello Stato nel settore
dei beni confiscati.
Con l'Assessore regionale alla
trasparenza è stato avviato uno specifico programma di
collaborazione, attraverso la definizione degli impegni da
sottoscrivere nell'ambito di un apposito Protocollo d'intesa
mirato:
- ad una campagna di sensibilizzazione degli Enti locali e delle
associazioni sul valore strategico dell'uso sociale e pubblico dei
beni nella lotta contro le mafie e per l'affermazione della
legalità costituzionale;
- alla promozione dell'uso dei beni confiscati attraverso
politiche regionali che orientino la legislazione e le scelte
amministrative della regione verso forme di premialità nei bandi
pubblici per gli Enti locali che utilizzano beni confiscati per
l'allocazione di servizi e strutture di interesse pubblico o
sociale. Al riguardo sarà esaminata la possibilità di istituire un
tavolo tecnico per la formulazione di proposte;
- alla piena consapevolezza che i beni confiscati rappresentano
risorse, anche di grande valore economico, collocate spesso in aree
a forte ritardo di sviluppo occupazionale;
- all'attivazione di cooperative sociali che possano utilizzare i
beni confiscati in una logica imprenditoriale e di sviluppo con una
forte valenza etica-simbolica contribuendo positivamente alla
rivalutazione e promozione del territorio;
- alla creazione di un Centro di Servizi regionale, da allocare
in un bene confiscato, che fornisca sostegno e collaborazione agli
Enti locali e alle associazioni anche con riguardo alla istruttoria
delle domande e all'assistenza nelle procedure di accesso ai
finanziamenti previsti in tema di beni confiscati dalle normative
regionali, nazionali ed europee.
Con riguardo alle specifiche
competenze dei due Uffici in tema di finanziamenti europei al
settore dei beni confiscati, si è convenuto che l'Assessore
Regionale e il Commissario, promuoveranno ogni possibile attività
al fine dell'adozione dell'Accordo di Programma Quadro (APQ), tra
l'Autorità di gestione del PON e l'Autorità POR della Regione
Puglia, con la specificazione dei rispettivi ambiti di intervento
e, l'allegazione allo stesso APQ di cinque progetti, uno per
provincia, di particolare visibilità e rilevanza da
coofinanziare.
La collaborazione con la Regione
Lazio, si è sviluppata attraverso rapporti con il Presidente
Marrazzo e l'Assessore agli Enti locali e alla Sicurezza Fichera,
mentre le attività dell'Ente regionale sono state seguite
dall'Ufficio in sede di Tavolo istituzionale promosso dalla
Prefettura di Roma. Occorre considerare che la Regione Lazio,
particolarmente sensibile al tema dei beni confiscati, si è da
tempo dotata di una apposito strumento normativo, la l.reg. del
18.7.2001, n. 15 - modificata dalla L. reg. del 14.01.2005, n. 5 -
che prevede specifiche risorse per finanziare i progetti di
ristrutturazione e di riconversione dei beni e delle attività ad
essi relative.
Nel corso dell'anno 2008 la Regione
ha messo a bando, ai sensi della L. reg. 15/2001 artt. 2 e 3, la
concessione di contributi per la ristrutturazione dei beni
confiscati destinati ad attività di utilità sociale (comunità
terapeutiche, centri di recupero e cura di tossicodipendenti,
ecc.). Al bando possono accedere gli Enti Locali, le Associazioni
senza fine di lucro, quelle di volontariato, le OO.NN.L.U.S., le
associazioni e le fondazioni con personalità giuridica di diritto
privato che abbiano avuto assegnato un bene confiscato.
E' in fase di studio preliminare un
regolamento per disciplinare l'intera materia laddove i beni
fossero direttamente destinati alla Regione, così come previsto
dalla normativa vigente. Sul punto saranno avviate iniziative di
collaborazione dell'Ufficio del Commissario, sia in ordine alla
concreta definizione delle disposizioni e, altresì, per la
istituzione di un tavolo di concertazione per la realizzazione su
beni confiscati di rilevante valore, di interventi regionali di
grande visibilità e significato economico- sociale.