Prospettive di una unica banca dati dei procedimenti e dei
beni, dal sequestro all'utilizzo
Il Ministero della Giustizia, in adempimento alla L. 109/1996,
effettua un monitoraggio permanente di beni sequestrati e
confiscati alle organizzazioni criminali al fine di avere la
possibilità di verificare continuamente lo stato di un settore
considerato strategico nella lotta alle organizzazioni criminali e
predisporre i dati da trasmettere alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri per la relazione che semestralmente che il Presidente deve
presentare al Parlamento.
La raccolta di questi dati, disciplinata da un Regolamento del
Ministero della Giustizia, adottato di concerto con i Ministri
delle Finanze, del Tesoro, dell'Interno e della Difesa, che in
forma di decreto è stato pubblicato sulla G.U. del 28.03.1997, è
avvenuta con la istituzione, presso la Direzione Generale della
Giustizia Penale, di una banca dati per la raccolta e conservazione
dei dati relativi ai beni sequestrati e confiscati, la cui
alimentazione è avvenuta con modelli cartacei anche se la norma
prevedeva l'alimentazione per mezzo di un sistema telematico.
In particolare il
D.M. 24.02.1997, n. 73, prevede che i dati relativi ai beni
sequestrati e confiscati siano raccolti presso:
- le cancellerie e le segreterie degli Uffici giudiziari
interessati;
- gli Uffici del Registro, la Direzione Centrale del Demanio del
Ministero delle Finanze (oggi Agenzia del Demanio) e gli Uffici del
Territorio e/o le sezioni staccate del Demanio (oggi filiali del
Demanio);
- le Prefetture e le Questure;
- i Comuni.
Tali dati affluiscono al Ministero della Giustizia - Direzione
Generale della Giustizia Penale e vengono inseriti su apposito
archivio tenuto con strumenti automatizzati.
I dati sono stati però raccolti su schede cartacee e poi
inserite in un supporto informatico.
Sulle criticità di questa modalità di rilevamento si sono
soffermati i precedenti Commissari e anche il CNEL.
A fronte delle critiche mosse a questa metodologia di
rilevazione, il Ministero della Giustizia ha realizzato, grazie ai
fondi del "Programma Operativo Nazionale - Sicurezza per lo
Sviluppo del Mezzogiorno d'Italia 2000/2006", il progetto
SIPPI finalizzato alla creazione di una banca dati centralizzata,
per la gestione di tutti i dati e le informazioni relative ai beni
"sequestrati e confiscati" alle organizzazioni criminali
nell'ambito dei procedimenti ablativi, alimentata in modo
automatizzato.
Ad ottobre 2007 la Direzione Generale dei Sistemi Informativi ed
Automatizzati ha collaudato l'applicativo SIPPI e sono in corso di
completamento le procedure per il recupero dei dati pregressi.
In data 10.10.2008 la Direzione Generale della Giustizia Penale,
del Ministero della Giustizia, ha disposto che gli Uffici
giudiziari del sud utilizzino esclusivamente il registro
informatico e sospendano definitivamente l'invio delle schede
cartacee di rilevamento dei dati.
In considerazione di ciò il Commissario ha sottoscritto con la
Direzione Generale della Giustizia Penale, un
accordo tecnico finalizzato alla fruibilità dei dati della
banca dati centrale da parte dell'Ufficio di Governo e nel contempo
ha assicurato la partecipazione di rappresentanti del proprio
Ufficio ai tavoli di lavoro che sono in corso per il continuo
aggiornamento del sistema.
Per comprendere i vantaggi che deriveranno all'attività Governo
dall'accesso alla predetta banca dati se ne deve premettere una
breve illustrazione.
Le informazioni necessarie alla banca dati centrale nascono nei
procedimenti di prevenzione e nei procedimenti penali.
Per le misure di prevenzione gli Uffici giudiziari hanno gestito
i dati su registri cartacei, con SIPPI si sono realizzati i
registri informatici delle misure di prevenzione assicurando nel
contempo l'alimentazione automatica della banca dati centrale.
Per i procedimenti penali è in corso di sperimentazione il
Sistema informativo della cognizione penale che gestirà i dati dei
sequestri penali e assicurerà l'alimentazione della banca dati
centrale per le confische disposte ai sensi dell'art. 12
sexies L. 356/1992.
Il Ministero della Giustizia ha quindi garantito, per la parte
di propria competenza, l'automazione del settore da cui
consegue:
- condivisione delle informazioni nei diversi stadi e gradi del
procedimento;
- accuratezza e integrità dei dati;
- classificazione standard dei beni;
- effettivo monitoraggio.
Si può quindi affermare che oggi esiste la banca dati centrale
prevista dalla L. 109/1996 predisposta ad essere alimentata
automaticamente da tutti i soggetti Istituzionali coinvolti nel
procedimento e con la nuova classificazione dei beni, che nasce in
accordo con il Ministero dell'Interno e l'Agenzia del Demanio,
viene raggiunta la nomenclatura univoca degli oggetti e
l'aggiornamento della precedente classificazione.
Il Ministero dell'Interno, per i dati di propria competenza, sta
portando a termine le attività che garantiranno l'alimentazione
automatica della banca dati centrale (SIPPI).
A seguito dell'accordo tecnico sopra citato, nel mese di
settembre si è realizzato, con esito positivo, l'accesso alla banca
dati centrale da parte del personale dell'Ufficio del Commissario
ed è in corso di perfezionamento la convenzione con il Ministero
della Giustizia che ne disciplinerà la consultazione.
L'interazione della banca dati centrale consentirà all'Ufficio
di:
- svolgere l'attività di coordinamento garantita dalla
possibilità di conoscere in tempo reale i beni confiscati;
- conoscere dei beni definitivamente confiscati sia i dati
anagrafici che le vicende giudiziarie da cui spesso conseguono
problematiche di gestione;
- poter contribuire a migliorare e incrementare i dati rilevati
nelle successive implementazioni della banca dati (esempio: costi
di gestione; utilizzo dopo il decreto di destinazione; occupazioni
abusive; finanziamenti assegnati, ecc.);
- essere parte attiva per assicurare che anche l'Agenzia del
Demanio trasmetta in maniere automatica i dati di propria
competenza alla predetta banca dati.
L'esperienza dell'Ufficio e dei soggetti pubblici e privati,
compresi i cittadini, è nel senso che la frammentazione, oltreché
delle competenze, anche delle banche dati (SIPPI e Agenzia del
Demanio) non solo preclude le attività dianzi indicate.
La prospettiva di una unica banca dati dei procedimenti e dei
beni, dal sequestro giudiziario all'utilizzo effettivo - ciò che
dovrebbe diventare SIPPI appare obiettivo importante da perseguire.
Un tale strumento consentirebbe non solo una sempre maggiore
trasparenza - specificamente lamentata da molti cittadini e dalle
associazioni - in un settore di strategica importanza, ma avrebbe
un immediato ritorno in termini di efficacia e di celerità delle
destinazioni e delle consegne dei beni agli utilizzatori al cui
servizio l'unica banca dati dovrebbe esser posta.
Un contenitore unico che, attraverso l'alimentazione corretta e
completa da parte di tutti i soggetti coinvolti, consentirebbe una
visione dell'intero sistema e dei singoli procedimenti e beni (con
i limiti propri della fase giudiziaria), con la conseguenza della
velocizzazione delle procedure basate su decisioni trasparenti e
controllabili.
Sottoscrizione del Protocollo di collaborazione
con il Ministero della Giustizia
In data 17 settembre 2009 è stato sottoscritto il
Protocollo di Collaborazione tra il Ministero della Giustizia,
Dipartimento per gli Affari di Giustizia, in rappresentanza del Dr.
Italo Ormanni e dal Commissario straordinario del Governo, Dr.
Antonio Maruccia.
La ratifica di tale accordo consentirà l'accesso, da parte
dell'Ufficio del Commissario, alla Banca Dati Centrale
(SIPPI) che, coordinata dal Ministero aderente, raccoglie
informazioni riguardanti i beni sequestrati o confiscati.
Il fine precipuo è quello di monitorare, gestire e velocizzare
le procedure onde meglio consentire la restituzione ai cittadini
dei possessi sottratti alle organizzazioni criminali.
Nella scrittura è stato inoltre stipulato che, l'Ufficio del
Commissario, provvederà all'aggiornamento di SIPPI tramite
l'inserimento dei dati inerenti alle disposizioni ex art. 12 sexies
della L. 356/92.
Di conseguenza, detto accordo alimenterà, nel prosieguo, una
serie di iniziative di collaborazione, che il Commissario intende
intraprendere, con tutte le Amministrazioni interessate
all'attività di gestione e destinazione dei patrimoni
confiscati.