Attraverso la sottoscrizione di un
Protocollo di intesa per attività comuni, è stato
effettuato il monitoraggio delle società di capitali
sequestrate in sede antimafia, anche attraverso l'invio di
questionari agli amministratori giudiziari, d'intesa con le
Autorità giudiziarie e il Ministero della Giustizia.
I quesiti proposti hanno riguardato in particolare la situazione
economico-patrimoniale e finanziaria delle aziende dalla data di
sequestro al 31 dicembre 2007, l'assetto organizzativo e le
problematiche connesse ai rapporti di lavoro, le specificità
connesse al settore di impresa e ai rapporti commerciali e del
credito.
In base all'analisi delle risposte sono state effettuate
interviste ad alcuni amministratori giudiziari dirette alla
migliore comprensione dei dati, all'evidenziazione delle principali
criticità riscontrate dagli stessi e al confronto su proposte di
iniziative di correzione e intervento su tali criticità.
I risultati complessivi dell'analisi, elaborati dal DISET
medesimo hanno permesso di rilevare che:
- i settori di attività prevalenti sono circoscritti a ristrette
tipologie di attività commerciali e di servizi (edilizia e
terziario);
- nel periodo intercorrente dalla data del sequestro all'ultimo
bilancio approvato, risulta in genere una consistente
riduzione del fatturato, cui si accompagna la riduzione del totale
delle attività e del patrimonio netto;
- il numero di occupati, nella fase di sequestro, non appare nel
complesso subire modifiche, malgrado la variazione negativa degli
output produttivi;
- le scelte operate dagli amministratori giudiziari risultano
generalmente motivate dall'obiettivo di mantenimento dei livelli
occupazionali;
- la maggior parte delle aziende in sequestro sono localizzate in
alcune regioni del Mezzogiorno.