Il rapporto con le associazioni e i soggetti del terzo settore
cui è devoluta la gestione dei beni
Le azioni svolte dall'Ufficio del Commissario sono state
caratterizzate per il loro forte sostegno alle esperienze e
iniziative provenienti dal mondo dell'associazionismo e della
cooperazione sociale, costantemente poste in contatto con le
istituzioni e in specie con quelle destinatarie dei beni.
Lo schema di Protocollo nazionale elaborato dall'Ufficio,
infatti, prevede la stabile partecipazione delle associazioni al
tavolo istituzionale ed alla conferenza di servizi promosse dal
Prefetto al fine di facilitare il percorso del bene fino
all'utilizzatore finale.
In tal modo si è inteso trovare, tra le altre, una concreta
modalità operativa al compito di assicurare "il coordinamento
operativo tra le suddette amministrazioni ed i soggetti cui è
devoluta la gestione dei beni confiscati, ai sensi degli artt. 2
nonies, 2 decies e 2 undecies della L.
575/1965, come inseriti dall'articolo 3 della L. 109/1996." sancito
dal decreto istitutivo all'art. 2 lett. c.).
Con le associazioni, le organizzazioni di volontariato e le
cooperative sociali sono stati intrattenuti contatti costanti allo
scopo di fornire ogni possibile supporto tecnico per la gestione e
l'utilizzo dei beni confiscati loro assegnati.
L'Ufficio del Commissario è stato validamente riconosciuto dal
mondo dell'associazionismo e della cooperazione impegnata nella
gestione dei beni e, in particolare dei terreni confiscati alle
mafie.
Tra i beni confiscati, invero, particolare importanza rivestono
i terreni agricoli: il loro elevato numero denota quanto
l'investimento in agricoltura rappresenti - o abbia rappresentato -
una forma, ampiamente utilizzata, di reimpiego di denaro
sporco.
Infatti, al 30.06.2008 i terreni agricoli confiscati risultavano
essere il 21% di tutti gli immobili confiscati (1.704 su 8.129)
dalla data di entrata in vigore della L. 109/1996.
Dei 1704 terreni confiscati, 616 risultano ancora da destinare
ed in gestione all'Agenzia del Demanio mentre 1.051 sono stati
trasferiti ai comuni e 37 mantenuti allo Stato.
Dei 1051 terreni destinati ai comuni, circa 330 sono stati
trasferiti per essere utilizzati da cooperative agricole e consorzi
per lo sviluppo di attività agricole.
La coltivazione delle terre confiscate da parte delle
cooperative ha rappresentato oltre ad un'occasione di lavoro per i
giovani che vivono in zone ad alto tasso di disoccupazione, anche
un duro colpo all'immagine di incontrastato dominio delle
organizzazioni criminali che ha dato coraggio alle popolazioni
residenti sebbene non siano mancati atti di intimidazione nei loro
confronti.
Tra le numerose esperienze positive in questo campo, si
evidenziano le seguenti cooperative, tutte nate attraverso un bando
pubblico:
"Placido Rizzotto" che opera in provincia di Palermo, sulle
terre assegnate al Consorzio di comuni "Sviluppo e Legalità" (cui
fanno parte Corleone, Monreale, San Giuseppe Jato, ecc.) con
produzioni biologiche di pasta, legumi, vino ed attività di
agriturismo.
- "Valle del Marro" che opera in provincia di Reggio Calabria su
terreni confiscati nei comuni di Gioia Tauro, Oppido Mamertina e
Rosario;
- "Pio La Torre" che opera anch'essa sui terreni del Consorzio
Sviluppo e Legalità, con produzioni agricole;
- "Terre di Puglia - Libera terra" che in provincia di Brindisi
lavora su circa 60 ettari terreni confiscati alla Sacra Corona
Unita. In particolare la cooperativa nasce da bando pubblico grazie
alla sinergia tra Prefettura di Brindisi, Provincia di Brindisi,
Regione Puglia, Comuni di Mesagne, San Pietro Vernotico,
Torchiarolo e Italia Lavoro. Peraltro, il 31.01.2008, il
Commissario ha preso parte alla presentazione pubblica della
cooperativa.
Recentemente le predette cooperative si sono riunite in un
Consorzio.
Il lavoro sui terreni confiscati ha portato alla produzione di
prodotti agricoli, anche biologici realizzati, dalle cooperative di
giovani in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Lazio e
contrassegnati dal marchio di qualità e legalità Libera Terra. Ogni
anno su questi terreni si svolgono i campi di volontariato
internazionale con giovani provenienti da ogni parte del mondo.
Si tratta di esperienze di particolare importanza sul piano
simbolico perché riaffermano il valore della legalità proprio nei
territori vessati dal giogo mafioso.
Il Commissario, si è attivato per la soluzione delle
problematiche di ordine generale ovvero di carattere specifico
poste all'attenzione del suo Ufficio dalle cooperative sociali e
dalle associazioni.
L'iniziativa si è tempestivamente avviata coinvolgendo le
Prefetture e gli Enti locali, ed ha consentito, spesso di superare
le criticità segnalate nelle singole gestioni dei beni.
Così, ad esempio, in Sicilia, a fronte del concreto pericolo di
vendita all'asta del terreno confiscato a Michele Greco, alias "il
papa", segnalato dalla cooperativa Placido Rizzotto, già
assegnataria del bene, il Commissario ha attivato un tavolo in
Prefettura che dovrebbe portare, con il consenso delle parti, alla
sospensiva del procedimento civile e al ripristino dell'uso sociale
cui il bene era stato destinato dal Comune di Polizzi Generosa.
L'Ufficio è impegnato per vicende analoghe in altre parti del
territorio nazionale e, segnatamente, in Puglia.
In altri casi il Commissario è intervenuto subito, recandosi sul
posto, a sostegno della cooperativa "Terre di Puglia - Libera
Terra", nel giorno stesso in cui si è scoperto un incendio doloso
sui vigneti confiscati nel Comune di Torchiarolo (BR); oppure ha
attivato, in altra circostanza, la Prefettura e le Forze
dell'ordine in relazione ai danneggiamenti e alle intimidazioni
segnalate dal presidente della Coop Valle del Marro; è intervenuto
anche per garantire le migliori condizioni di sicurezza alle
attività di vendemmia a Casteltermini, in favore della cooperativa
Pio La Torre, assegnataria dei terreni, che aveva espressamente
richiesto l'intervento di tutela.
Il 22 maggio ha preso parte alla consegna all'associazione
"Libera", da parte del Comune di Palermo, di un locale - in Piazza
Politeama - da adibire a punto vendita di generi alimentari
prodotti su terreni confiscati alla mafia e commercializzati al
pubblico con il marchio Libera terra.
Il 10.05.2008 ha partecipato, a Bologna, all'assemblea di
"Cooperare con Libera Terra - Agenzia per la promozione cooperativa
e della legalità", una associazione costituita il 27.05.2006
promossa da cooperative e strutture associative di rappresentanza
aderenti a Lega Coop e partecipata da imprese cooperative,
associazioni, enti pubblici o di diversa natura, che vuole
essere uno strumento di supporto per aiutare lo sviluppo delle
cooperative che operano sulle terre e gestiscono beni confiscati
alle mafie e che si riconoscono nell'esperienza portata avanti
dall'associazione "Libera" nel progetto "Libera Terra".
L'11.06.2008, presso la sede nazionale di Lega Coop a Roma ha
svolto una relazione sul riutilizzo per finalità produttive dei
beni confiscati alla presenza di tutti i soggetti della
cooperazione impegnati nel sostegno delle associazioni e delle
cooperative sociali che operano sui beni confiscati.
Il 5.07.2008 a Savignano sul Panaro (MO) ha preso parte
all'incontro pubblico organizzato dall'associazione Libera
nell'ambito della sua festa nazionale, a cui hanno partecipato i
referenti dell'associazione provenienti da ogni parte d'Italia.
Tra le associazioni con le quali si sono stabiliti contatti si
ricordano, tra le altre:
Associazione Jacques Maritain
Società Cooperativa sociale Valle del Marro Gioia Tauro (RC)
Croce Rossa Italiana di Teramo
Croce Rossa Italiana di Lecce
Fondazione ANT Italia Onlus - istituto delle Scienze
oncologiche, della solidarietà e del volontariato Bologna Club
Convivio Wigwam
"Il giardino di Crucinia" (MT)
Fondazione Cloe di Roma
Associazione ACMOS Torino
Comunità Emmanuel di Lecce,
Associazione Avviso Pubblico Enti Locali e Regioni per la
formazione civile contro le Mafie,
Associazione Comunità in Dialogo Onlus - Trivigliano (FR),
Associazione Onlus Comunità Mondo Nuovo di Civitavecchia,
Osservatorio provinciale sull'uso sociale dei beni confiscati
alla camorra di Caserta.
Con l'associazione "Libera", nomi e numeri contro le mafie,
fondata e animata da Don Luigi Ciotti, i rapporti sono stati
intensi, trattandosi del soggetto che ha fatto dei beni confiscati
uno dei principali terreni del suo noto grande impegno.
L'associazione "Libera" si è resa attrice, su tutto il
territorio nazionale, di un'importante azione culturale di
promozione del tema dei beni confiscati presso le istituzioni e i
cittadini. In particolare, attraverso bandi pubblici e in accordo
con gli enti territoriali e le Prefetture, l'associazione ha
promosso la formazione di cooperative sociali che, tra l'altro,
hanno realizzato sui terreni confiscati attività economiche di
grande significato.